Il cioccolato è protagonista della mostra in scena alla Fondazione Ferrero di Alba dal 19 ottobre al 18 gennaio. Un labirinto di profumi, sapori e atmosfere che rievocano la storia del cioccolato dall’epoca della civiltà Maya al Ventesimo secolo.
Il progetto è a cura di Andreina d’Agliano e Fabrizia Lanza ed è nato grazie alla collaborazione tra la Fondazione Ferrero e la Regione Piemonte per rendere omaggio a uno dei prodotti simbolo della tradizione gastronomica del territorio.

fave di cacao
Un tuffo nei colori della giungla equatoriale per iniziare il viaggio nella storia del cioccolato. Con i Maya e gli Atzechi nasce il “cacahuati”, la bevanda amara e schiumosa ottenuta pestando semi di cacao e di mais, definita la “bevanda degli dei”. Nell’allestimento, accanto a preziosi reperti di arte precolombiana, fanno capolino i primi tasselli della scoperta europea del cacao.
Dalla natura equatoriale passiamo alle corti del Settecento, a intrattenere i palati più lussuriosi. L’esposizione documenta i cambiamenti culturali e sociali che hanno accompagnato la consumazione del cioccolato dal settecento fino ai giorni nostri. La fama del cioccolato dilaga nelle corti del Vecchio Continente, all’inizio utilizzato come bevanda medicinale, diventa poi un dolce nettare da consumare ad ogni occasione. Ammessa addirittura dai Papi nei periodi di digiuno perché ricostituente e prediletta da Casanova per i suoi portentosi effetti sull’amore e sull’umore. Tra le note di Mozart, la mostra continua con uno sfarzoso corredo di argenti e porcellane di varie manifatture europee per finire con preziosi dipinti d’epoca.
Con l’ottocento anche il cioccolato subisce l’influsso dell’industrializzazione. Nel 1802 il genovese Bozelli progetta una macchina per raffinare la pasta di cacao e miscelarla con zucchero e vaniglia. Nel 1828 l’olandese van Houten mette a punto un processo che consente di isolare il burro di cacao partendo dalla pasta di cacao. Il cioccolato al latte viene creato nel 1875 dallo svizzero Daniel Peter e poco più tardi, nel 1879, Rodolphe Lindt crea la ricetta per il cioccolato fondente attraverso la tecnica del concaggio.
Attraverso fotografie, filmati insegne storiche macchinari e stampi, la mostra riporta in vita l’epopea della fabbrica del cioccolato, grazie ala quale vengono create un’infinità di dolcezze e la magia del cioccolato diventa un godimento per tutti, senza più distinzione di classi. La pubblicità d’autore e il design del Novecento aggiungono al mito del cacao una marcia in più . Così Fortunato Depero, Federico Seneca, Leonetto Cappiello, griffano il marketing di Nestlé, Suchard, Lindt, Tobler, Perugina, Caffarel, Venchi-Unica, Ferrero, Elah Dufour, Feletti, Pernigotti. E con un po’ di estro creativo anche il cioccolato diventa opera d’arte.