leggiamo con attenzione un articolo apparso sul corriere della sera a firma PAOLA CARUSO, la giornalista che riporta dei dati di alcuni ricercatori della nestlè Francese scrive una serie di dati e metodologie che servirebbero ad aumentare la produttività delle piantagioni di cacao, in un momento come questo dove la domanda e superiore all’offerta
Siamo certi dell’ottimo lavoro della giornalista, anzi la vogliamo pubblicamente ringraziare perchè finalmente un giornalista affronta temi spinosi e non si limita a parlare di cioccolato in modo superficiale come ad esempio ” il cioccolato fa venire i bruffoli ” o giu di li .
Non vogliamo entrare nel merito della ricerca svolta da nestlè della quale non conosciamo la bontà, ma ci pare doveroso poter apportare un nostro commento all’articolo
Noi che siamo cioccolatieri artigiani e che viviamo proprio di qualià, fatichiamo a comprendere come nell’aumento delle quantità prodotte ci possa essere anche un elisir che faccia di queste produzioni un motivo di ” eccellenza ”
Siamo convinti che per produrre cacao di eccellenza l’importante sia non tanto piantare nuove specie, ibride o cloni nati da altre piante bensi sia importante recuperare il patrimonio storico dei singoli paesi
Vogliamo spiegarci meglio, se troviamo un clone di laboratorio in vitro e lo piantiamo su tutti i paesi produttori dove vanno a finire le specificità, le biodiversità?? siamo convinti che l’ operazione da fare sia piu di recupero delle vecchie piante che sino a qui hanno resistito alle malattie, ad eventi admosferici spesso impervi , non è questo forse un sinonimo che le piante tradizionali sono forti ??
in merito alla produttività ci sarebbe anche qui molto da dire, le nostre ricerche ci evidenziano come e piante di cacao storiche se ben potate, e ben irrigate siano in grado di produrre sino al 300 % in piu di quanto non producano ora, per non parlare poi se queste ultime venissero innestate, la produzione oltre che ad aumentare sarebbe anche anticipata al secondo anno.
Ridurre di sei mesi l’entrata in produzione delle piantagioni non risolve il problema, ci sono una miriade di piantagioni totalmente abbandonate che se venissero potate gia dopo 12 mesi sarebbero cariche di frutti!
Anche la teoria secondo la quale avere piante piu produttive risolve il problema di non invadere troppo i terreni contenendo le piantagioni in spazi ” piccoli ” ma molto produttivi, bhè la realtà dei paesi produttori e che ci sono intere aree totalmente abbandonate e quindi non ravvediamo questo problema di ammanco di terreno anzi …il problema e forse il contrario trovare uomini e braccia che abbiano voglia di lavorare.
A mio avviso il problema madre di tutti e il prezzo del cacao, se si pensa di pagare poco gli agricoltori ovviamente loro non si impegneranno ne a mantenere le piantagioni ben potate e irrigate ma se ne fregheranno, se invece si rendono conto che il prodotto ha una certa redditività allora le cose naturalmente si porranno in modo diverso
Per fare tutto cio non si deve puntare alla quantità ma alla biodiversità all’esaltare le specificità di ciascun cacao, trovando se possibile alcuni elementi di unicità, ovviamente questo è un obbiettivo molto alto e ci rendiamo conto che si dovranno per forza fare anche coltivazioni di massa per poter soddisfare il pubblico che consuma il cioccolato non tanto per il prodotto nobile che è ma per sfamarsi e basta, ma la battaglia che dobbiamo fare e questa e solo questa
Per aumentare la produttività delle piantagioni si deve
1 ) fare formazione agli agricoltori sia sulla prevenzione della malattie che su come mantenere la propria piantagione
2 ) pagare la qualità al giusto prezzo
3) potare, irrigare, tecnificare le piantagioni
4 ) spostare la bilancia della crescita dalla quantità alla qualità, invece che far aumentare le quantità all’infinito all’insegna del consumismo, far si che queste ultime si possano via via specializzare
a nostro avviso è un po come per il petrolio, se si sa che un prodotto ha dei limiti, perche intestardirsi di volerli a tutti i costi superare forzando la natura, pensiamo a come questi numeri si possono riqualificare, al posto di continuare a produrre macchine a gasolio o a benzina l’offerta dovrà virare su altre cose, e cosi è anche per il cioccolato al posto di fare prodotti di massa pensiamo a fare dei cioccolati ricercati dove la qualità vinca sulla quantità
pubblichiamo qui sotto una foto di una piantagione curata e di una abbandonata vedete voi le quantità come aumentano








